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Introduzione alle letture

 

Prima lettura 

Mal 3,19-20a (brano)

Sorgerà per voi il sole di giustizia.

E' l'ultima pagina dell'ultimo dei profeti minori (nell'ordine tradizionale della loro collocazione), Malachia, il cui nome («messaggero del Signore») sembra essere in realtà uno pseudonimo. In questa pagina egli descrive «il giorno del Signore», la famosa immagine profetica destinata a riassumere il giudizio che Dio dà sulla storia umana. Il «giorno del Signore» è l'evento decisivo e risolutivo della storia umana in cui Dio instaura il suo regno di giustizia e di pace in un mondo rinnovato. Le prospettive attuali che celebrano «i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia» (v. 19) saranno totalmente ribaltate e la vera beatitudine sarà destinata a «coloro che hanno timore del mio nome» (v. 20), ai poveri, agli affamati, ai sofferenti, ai perseguitati (cfr. Lc 6,20-26). 

Seconda lettura

2Ts 3,7-12 (brano)

Chi non vuole lavorare, neppure mangi.

La seconda lettera ai Tessalonicési si trasforma, in questa finale, in un rigoroso appello all'impegno e al lavoro senza evasioni apocalittiche. Paolo, infatti, polemizza duramente con quelli che con l'alibi della religione e dell'imminente ritorno del Cristo «vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione» (v. 11). Prendendo lo spunto dalla sua esperienza di apostolo che ha accettato anche la fatica d'un lavoro, Paolo si propone «come modello da imitare» (v. 9). Con fierezza Paolo ricorda a più riprese nelle sue lettere di non essere stato di peso a livello economico per nessuna Chiesa (cfr. lTs 2,9; ICor 4,12; 2Cor 11,7-10; 12,13-18; At 20,33-35) non disdegnando di diventare anche operaio costruttore di tende militari o di ceste. Il cristiano dev'essere seriamente impegnato nelle sue responsabilità sociali. Solo con questa fedeltà al suo lavoro e con lo sviluppo dei suoi doni interiori, umani e religiosi, egli prepara l'avvento del regno di giustizia e di verità.

 

VANGELO

Lc 21,5-19 (brano)
Lc 21 5-19

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Questo ampio brano desunto dal «discorso escatologico» di Gesù vuole scuotere l'attenzione degli ascoltatori orientandola non verso la fine della storia bensì verso il fine a cui essa tende. Essi sono preoccupati del «quando» e del «come» (i «segni», v. 7) quasi per sottrarsi al giudizio divino. Ma la banalità di questa curiosità è subito liquidata da Gesù a cui interessa orientare gli ascoltatori verso un atteggiamento esistenziale di impegno e di speranza. Egli usa i simboli popolari apocalittici dei «fatti terrificanti e dei segni grandiosi in cielo» (v. 11) per stimolare con il linguaggio del tempo alla conversione i suoi ascoltatori. Per questo, Luca preferisce anzitutto mettere in guardia dal fascino dei falsi messia e dei falsi profeti, dal rischio di perdere Cristo credendo di trovarlo (v. 8). E soprattutto vuole sottolineare attraverso il lungo paragrafo sulle persecuzioni (vv. 12-19) che qui, nella fedeltà quotidiana, si inaugura il regno di Dio. E, infatti, «dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni» (At 14,22).



 

 ©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 

 

Domenica 8 dicembre, dalle 15:30 alle 18:30 presso la villetta dietro la chiesa, si terrà un incontro per costituire un nuovo gruppo di catechesi familiare guidato da don Paolo. L'invito è rivolto a tutte quelle giovani famiglie che sentono il bisogno di condividere un'esperienza formativa e di confronto con altre famiglie.

Sarà disponibile un servizio di "baby-sitteraggio".

Per motivi organizzativi comunicare la propria adesione con numero di bimbi alle seguenti mail:


 


 

 

  • Martedì 12 alle ore 16:45: primo incontro di catechismo per i bambini di prima elementare con Cecilia.
  • Mercoledì 13 dalle ore 21:00 alle 22:00 in chiesa: preghiera guidata.
  • Giovedì 14 alle ore 20:00 nel salone seminterrato: cena di saluto dell’Associazione Casa Accoglienza.
  • Venerdì 15 alle ore 21:00 in sala rossa: lettori, ministri dell’Eucarestia e rappresentanti dei cori si incontrano per riflettere sulle celebrazioni liturgiche.
  • Sabato 16 alle ore 16:30 nel salone seminterrato: festa-incontro con premiazioni per i ministranti del gruppo Kirikuore.
  • Domenica 17:  sarà in distribuzione il giornale di strada “Scarp da Tenis”, scritto e venduto con la collaborazione di persone senza fissa dimora, ospiti de “Il Samaritano” (Caritas veronese).
  • Sabato 23 presso la famiglia Furlan (via Sabotino,5): incontro del gruppo famiglie GioFa.
  • Domenica 24 – Solennità di Cristo Re (conclusione dell’anno liturgico):
    • Alle ore 9:30: Ritrovo di genitori e bambini di 4a elementare per incontri separati di catechesi. A seguire S. Messa insieme alle 11.
    • Dalle ore 15:30 alle ore 18:30: ritiro spirituale parrocchiale per tuti i fedeli presso le Suore Comboniane del Cesiolo (durante l’incontro non ci sarà la celebrazione della S. Messa).

I membri del gruppo Lettori, il responsabile del gruppo Kirikuore, i membri del gruppo Ministri Straordinari dell'Eucarestia, i membri dei gruppi corali

sono invitati

 

VENERDI' 15 novembre alle ore 21.00 in SALA ROSSA per un incontro organizzativo con Don Claudio.

Si raccomanda la Vostra presenza.


 

Introduzione alle letture

 

Prima lettura 

2Mac 7,1-2.9-14 (brano)

Il re dell'universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.

In questa celebrazione dell'eroismo dei fratelli martiri durante la rivoluzione dei Maccabèi (II secolo a.C.) si centra teologicamente il discorso sulla ripetuta professione di fede nella risurrezione: «Il re dell'universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna...» (v. 9). «Dal Cielo ho queste membra e da lui spero di riaverle di nuovo... » (v. 11). «E' preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati» (v. 14). In pratica possiamo dire che il fedele anticotestamentario è fermamente convinto che il legame d'amore, instauratosi tra il giusto e Dio già durante l'esistenza terrena, non può non giungere a fioritura perfetta. La comunione di grazie dell'esistenza presente si trasforma in comunione definitiva. 

Seconda lettura

2Ts 2,16-3,5 (brano)

Il Signore vi confermi in ogni opera e parola di bene.

Paolo ripete ai cristiani di Tessalonica, colpiti da tensioni di stampo apocalittico, che il presente è importante e dev'essere sostenuto da «ogni opera e parola di bene». Il presente fa germogliare il futuro di gloria per cui la trama dei nostri giorni dev'essere intessuta dell'«amore di Dio e della pazienza di Cristo» (3,5). Ma il cristiano sa soprattutto che Dio gli ha dato «una consolazione eterna e una buona speranza» (2,16). I suoi occhi sono fissi alla meta della vita e della storia, la Pasqua cosmica (Rm 8). Famosa è l'affermazione della «Lettera a Diogneto»; «I cristiani risiedono ognuno nella propria patria ma come stranieri ospitati che adempiono i loro doveri di cittadini e subiscono tutte le imposizioni. Ogni terra straniera è la loro patria e ogni patria è per loro una terra straniera».

 

VANGELO

Lc 20,27-38 (brano)
Lc 20 27-38

Dio non è dei morti, ma dei viventi.

A Gerusalemme, in azione contro Gesù si muovono anche i sadducei, il partito aristocratico-conservatore, caro all'alto clero giudaico. Polemici nei confronti dei farisei soprattutto sull'argomento della risurrezione che essi negavano, i sadducei tentano di invischiare Gesù nelle maglie di una diatriba teologica dai risvolti politici per un'eventuale supremazia religiosa. Gesù, spezzando questa rete ipocrita, coglie l'occasione per esaltare lo splendore della comunione con Dio e per far balenare il vero volto di Dio e il vero atteggiamento del credente. Dio è vita e chi crede in lui vive con lui e per lui, restando così strappato alla morte. Cristo, perciò, anticipa indirettamente la promessa giovannea dell'ultima Cena: «Vado a prepararvi un posto. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,2-3). Contro le paure della morte Gesù oppone la speranza pasquale legata al Dio della vita.



 

 ©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 

 

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