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Appuntamenti parrocchiali



Gen

19


Sabato - alle ore 17:00
Incontro famiglie 3med




Gen

20


Domenica - alle ore 09:30
Incontro famiglie 3ele




Gen

27


Domenica - alle ore 09:30
Incontro famiglie 4ele




Feb

17


Domenica - alle ore 09:30
Incontro famiglie 5ele, 1med, 2med




Feb

24


Domenica - alle ore 09:30
Incontro famiglie 3ele




Mar

3


Domenica - alle ore 11:00
Cresima (3med)




Mar

17


Domenica - alle ore 09:30
Incontro famiglie 4ele




Mar

23


Sabato - alle ore 15:00
Ritiro cresimandi (3med)




Mar

23


Sabato - alle ore 15:50
Incontro famiglie 2ele presso Battistero in Duomo




Mar

30


Sabato - alle ore 17:00
Prima Confessione (3ele)




Mag

4


Sabato - alle ore 16:00
Ritiro Prima Comunione (4ele)




Mag

11


Sabato - alle ore 17:00
Ricordo del Battesimo (2ele)




Mag

12


Domenica - alle ore 11:00
Prima Comunione (4ele)


Eucaristia ammalati

 

 

 

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Introduzione alle letture

 

Prima lettura 

2Sam 5,1-3 (brano)

Unsero Davide re d'Israele.

In questa pagina storica si descrive l'acclamazione regale di Davide a Ebron, sua prima capitale, dopo la lunga lotta partigiana contro Saul. La frase fondamentale è: «Il Signore ti ha detto: Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d'Israele» (v. 2). Con questo riconoscimento dell'intervento di Dio nell'uomo Davide si siglano un patto istituzionale e un giuramento di mutua lealtà tra il popolo e il suo re. È un'adesione che si rivelerà limitata, spesso fragile, perché Davide, pur essendo la radice della linea messianica, è sempre uomo debole e peccatore. Con il Cristo, invece, l'adesione è salvifica e totalmente liberatrice.

Seconda lettura

Col 1,12-20 (brano)

Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore.

Questo splendido inno si espande in una celebrazione grandiosa del Cristo e del suo regno. I due poli del carme sono nel versetto 15 (egli) e nel versetto 18 (egli): si snodano così due strofe, la prima centrata sulla funzione cosmica del Cristo, la seconda sulla funzione salvifica pasquale. Come la Sapienza divina il Cristo è «immagine di Dio» (v. 15), riflettendo perfettamente la stessa realtà di Dio. Come la Sapienza, egli preesiste a ogni creatura. Come la Sapienza, egli ha parte attiva nella creazione dell'universo (v. 16) e come la Sapienza egli conduce gli uomini a Dio (v. 20). Egli è esaltato come «il capo» dell'universo redento e l'espressione evoca una rete sottile di allusioni: in ebraico «inizio», «primizia», «primato», «capo» derivano tutti dalla stessa radice di «testa» che è la chiave di interpretazione del passo. Ma tutto questo ha la sua sorgente e il suo punto di partenza nella croce di Cristo e nella Pasqua. Quest'inno, che forse faceva parte di una liturgia battesimale, diventa il più alto canto alla regalità di Cristo

 

VANGELO

Lc 23,35-43 (brano)
Lc 23 35-43

Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.

È solo Luca a offrirci questo racconto di un ultimo gesto d'amore del Cristo terreno. I due malfattori erano probabilmente dei ribelli al potere romano. In loro, come in ogni uomo, passa il mistero della libertà: la scelta dell'incredulità, della disperazione e del male e la scelta della conversione, della fede e della speranza. Gesù pronunzia solo la parola del perdono, non quella della condanna. E da quell'istante si apre per il «malfattore» l'orizzonte luminoso del regno di Dio, definito con il termine che poi diverrà classico, «paradiso», cioè giardino di pace. Il perdono trasforma l'esistenza, cancella il passato e, unendosi alla conversione dell'uomo, inaugura una pienezza di vita e di pace.



 

 ©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 

 

La Caritas Diocesana Veronese lancia un appello per le popolazioni colpite chiedendo che le collette delle prossime due domeniche siano destinate all'aiuto di quella terra martoriata dal tifone Hayan.

E' possibile fare donazioni in chiesa nell'apposita cassetta oppure durante le S. Messe. 

E' anche possibile fare donazioni su Conto Corrente seguendo le indicazioni della pagina della Caritas Veronese al seguente link Caritas Verona


 

Introduzione alle letture

 

Prima lettura 

Mal 3,19-20a (brano)

Sorgerà per voi il sole di giustizia.

E' l'ultima pagina dell'ultimo dei profeti minori (nell'ordine tradizionale della loro collocazione), Malachia, il cui nome («messaggero del Signore») sembra essere in realtà uno pseudonimo. In questa pagina egli descrive «il giorno del Signore», la famosa immagine profetica destinata a riassumere il giudizio che Dio dà sulla storia umana. Il «giorno del Signore» è l'evento decisivo e risolutivo della storia umana in cui Dio instaura il suo regno di giustizia e di pace in un mondo rinnovato. Le prospettive attuali che celebrano «i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia» (v. 19) saranno totalmente ribaltate e la vera beatitudine sarà destinata a «coloro che hanno timore del mio nome» (v. 20), ai poveri, agli affamati, ai sofferenti, ai perseguitati (cfr. Lc 6,20-26). 

Seconda lettura

2Ts 3,7-12 (brano)

Chi non vuole lavorare, neppure mangi.

La seconda lettera ai Tessalonicési si trasforma, in questa finale, in un rigoroso appello all'impegno e al lavoro senza evasioni apocalittiche. Paolo, infatti, polemizza duramente con quelli che con l'alibi della religione e dell'imminente ritorno del Cristo «vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione» (v. 11). Prendendo lo spunto dalla sua esperienza di apostolo che ha accettato anche la fatica d'un lavoro, Paolo si propone «come modello da imitare» (v. 9). Con fierezza Paolo ricorda a più riprese nelle sue lettere di non essere stato di peso a livello economico per nessuna Chiesa (cfr. lTs 2,9; ICor 4,12; 2Cor 11,7-10; 12,13-18; At 20,33-35) non disdegnando di diventare anche operaio costruttore di tende militari o di ceste. Il cristiano dev'essere seriamente impegnato nelle sue responsabilità sociali. Solo con questa fedeltà al suo lavoro e con lo sviluppo dei suoi doni interiori, umani e religiosi, egli prepara l'avvento del regno di giustizia e di verità.

 

VANGELO

Lc 21,5-19 (brano)
Lc 21 5-19

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Questo ampio brano desunto dal «discorso escatologico» di Gesù vuole scuotere l'attenzione degli ascoltatori orientandola non verso la fine della storia bensì verso il fine a cui essa tende. Essi sono preoccupati del «quando» e del «come» (i «segni», v. 7) quasi per sottrarsi al giudizio divino. Ma la banalità di questa curiosità è subito liquidata da Gesù a cui interessa orientare gli ascoltatori verso un atteggiamento esistenziale di impegno e di speranza. Egli usa i simboli popolari apocalittici dei «fatti terrificanti e dei segni grandiosi in cielo» (v. 11) per stimolare con il linguaggio del tempo alla conversione i suoi ascoltatori. Per questo, Luca preferisce anzitutto mettere in guardia dal fascino dei falsi messia e dei falsi profeti, dal rischio di perdere Cristo credendo di trovarlo (v. 8). E soprattutto vuole sottolineare attraverso il lungo paragrafo sulle persecuzioni (vv. 12-19) che qui, nella fedeltà quotidiana, si inaugura il regno di Dio. E, infatti, «dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni» (At 14,22).



 

 ©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 

 

Domenica 8 dicembre, dalle 15:30 alle 18:30 presso la villetta dietro la chiesa, si terrà un incontro per costituire un nuovo gruppo di catechesi familiare guidato da don Paolo. L'invito è rivolto a tutte quelle giovani famiglie che sentono il bisogno di condividere un'esperienza formativa e di confronto con altre famiglie.

Sarà disponibile un servizio di "baby-sitteraggio".

Per motivi organizzativi comunicare la propria adesione con numero di bimbi alle seguenti mail:


 


 

 

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