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Appuntamenti parrocchiali

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Eucaristia ammalati

 

 

 

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Introduzione alle letture

 

Prima lettura 

Es 17,8-13

Quando Mosè alzava le mani,Israele prevaleva.

Mosè orante è quasi il modello della costanza nella preghiera. Israele è in cammino verso il suo orizzonte di libertà, la terra promessa. Ma sul suo itinerario si parano ininterrottamente difficoltà di ogni genere, non ultime le guerriglie tribali che Israele deve condurre contro i vari contingenti beduini di cui attraversa i territori. Ora di scena è Amalék, il tradizionale e secolare nemico di Israele. Ma Israele capisce che la radice della sua forza sta nella vicinanza del Signore. Dio, infatti, come ha piegato la natura, così protegge il suo popolo da ogni ostilità di potenze umane e politiche. Per questo al centro della scena militare, elevata al di sopra di essa, campeggia la figura di Mosè orante instancabile e perseverante. Egli è l'intercessore per eccellenza, «invocava il Signore ed egli rispondeva» (Sal 98/99,6).

 

Seconda lettura

2Tm 3,14 - 4,2

L'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Il versetto 16 del capitolo 3 della seconda lettera a Timòteo che ora leggiamo è stato uno dei passi classici nella teologia cristiana per affermare l'ispirazione divina delle Scritture. Ma tutto il brano è l'esaltazione dell'importanza della Bibbia nella vita della Chiesa. Il pastore è per eccellenza un annunciatore instancabile della parola di Dio «a tempo e fuori tempo» (4,5). Il cristiano maturo e completo nasce solo attraverso una fedele e continua adesione alla parola di Dio. L'abbondanza della proclamazione della Bibbia nella liturgia è contemporaneamente messaggio di Dio, che interviene visibilmente in mezzo a noi e preghiera di ringraziamento, che sale a lui dal nostro ascolto e dal nostro «mettere in pratica». Con il risveglio biblico generato e alimentato dal Concilio Vaticano II si è attuata la profezia di Amos: «Ecco verranno giorni in cui manderò la fame nel paese; non fame di pane ne sete di acqua, ma di ascoltare le parole del Signore» (8,11). 

 

VANGELO

Lc 18,1-8Lc 18,1-8

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Due sono gli aspetti della preghiera sottolineati da questa parabola propria solo di Luca. ll primo è quello della perseveranza. La qualità fondamentale della vedova è la sua costanza che non conosce le oscurità del silenzio del giudice, l'amarezza della sua indifferenza e persino la durezza della sua ostilità. C'è, però, un'altra dimensione, più propriamente teologica, nella parabola ed è nella certezza dell'ascolto. ll tema è sviluppato attraverso un ragionamento «a fortiori»: se un giudice corrotto e ingiusto è pronto a cedere di fronte alla costanza d'una vedova indifesa, quanto più lo fara il Giudice giusto e perfetto che è Dio.



 

 ©EDIZIONI SAN PAOLO


 

 

Programma

Mercoledì 23 Ottobre

Ore 18.30 S.Messa - inizio delle Sante Quarantore.
Presentazione dei bambini della Prima Confessione

 

 

 

Giovedì 24 Ottobre 

Ore 8.30 S.Messa
Ore 18:30

S.Messa

Presentazione dei bambini della prima Comunione

Ore 9:00-12:00 Adorazione libera
Ore 15:00 Adorazione per adulti
Ore 16:00-18:30 Adorazione libera

 

 

 

 

 

 

Venerdì 25 Ottobre

Ore 8:30 S.Messa
Ore 18:30

S.Messa

Presentazione dei cresimandi

Ore 9:00-12:00 Adorazione libera
Ore 15:00 Adorazione per adulti
Ore 16:00-18:30 Adorazione libera

Sabato 26 ottobre

Ore 8:30 S.Messa
Ore 15:30 S.Messa per ammalati e anziani 
Ore 16:00-19:00 Adorazione libera
Ore 19:00 S.Messa festiva - conclusione delle Sante Quarantore

 

 

 

 

 


 

20 OTTOBRE

GIORNATA MISSIONARIA

S.Messa festiva delle ore 11 con testimonianza
missionaria.


27 OTTOBRE

GIORNATA DELLA PARROCCHIA
- C A S T A G N A T A -

Presso il centro sportivo di via Santini (ingresso dal percorso
pedonale per Avesa)

  • Ore 11:30 Ritrovo
  • Ore 12:00 S.Messa celebrata dal parroco
  • Ore 13:00 Pranzo al sacco oppure, su prenotazione da effettuarsi prima della messa, risotto (€4,00 a porzione)
  • Ore 14:00 Tornei di calcio e giochi vari

Durante il pomeriggio castagne a volontà!!

In caso di maltempo l'evento sarà annullato.


30 OTTOBRE

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
- HO AMATO E MI SONO LASCIATA AMARE -

Ore 21:00 in sala rossa. Presentazione del libro di suor
Esperanza Rosillo, missionaria comboniana.
Testimonianza di Sira Melotto, nostra parrocchiana e
missionaria laica in Tanzania.


 

Introduzione alle letture

 

Prima lettura 

2Re 5,14-17

Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.

Questa narrazione di una conversione e di un “battesimo” si snoda sulla scia di un cammino spirituale. Naamàn, capo di stato maggiore della Siria, deve ascendere nella sua ricerca di guarigione dal re (v.6) al profeta (vv.8-9), da questi al suo servo (v.10), dai fiumi meravigliosi di Damasco (v.12) all’esiguo Giordano (v.14), dal desiderio di grandi rituali magici (v.11) al semplice gesto dell’immersione nel Giordano. Attraverso questa umiliazione e questo atto di obbedienza lo straniero non è solo guarito dalla lebbra, ma diviene anche un convertito. Naamàn, infatti, prorompe in una confessione di fede esclusiva nel Signore: “Ora so che no c’è Dio su tutta la terra se non in Israele” (v15). Ed è anche significativo il gesto del sacco di terra presa da Israele per poter celebrare su di essa in Siria riti e sacrifici: ormai Naamàn diventa l’emblema del vero credente che professa la sua fede nel Signore e celebra il culto autentico (v17).

 

Seconda lettura

2Tm 2,8-13

Se perseveriamo, con lui anche regneremo.

Questo brano si apre con un piccolo Credo cristiano (v.8). Messianicità davidica, morte e risurrezione sono le te componenti di questa essenziale professione di fede che evoca quella posta in aperura alla lettera ai Romani: “Nato da seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità in virtù della risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore”(Rm 1,3-4). Paolo a questo punto ricorda la sua passione nella prigionia di Roma, una passione che, come quella del Cristo, è offerta per gli altri “perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù” (v.10). La conformità al Cristo diventa oggetto di preghiera. E’ l’inno di lode con cui Paolo chiude il nostro brano (vv. 11-13), un inno che un esegeta ha definito “il canto di lode del martire”. La comunione con la morte del Cristo nel battesimo comporta la partecipazione alla vita del Risorto: “Se siamo morti con il Cristo, crediamo che anche vivremo con lui” (Rm 6,8).

 

VANGELO

 Lc 17,11-19

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
Vangelo

Ancora una volta un samaritano, quindi un “diverso”, per di più lebbroso, è presentato come un modello di fede e d’amore. L’accento del brano è, quindi, posto sulla qualità della persona che vive la riconoscenza, uno straniero e lebbroso. Si può quasi dire che in queste due caratteristiche Luca abbia concentrato l’essenza dell’emarginazione e della povertà. Il lebbroso era costretto a vivere fuori delle città, la sua malattia era considerata il segno più parlante della maledizione divina per un peccato gravissimo, il suo destino era quello di scomunicato. E’ questo il primo tratto della “diversità” del protagonista: ma non meno rilevante è la sua qualità di “samaritano”, di eterodosso, di nemico di Israele. Da questi due dati scaturisce, allora, l’idea fondamentale del brano: la salvezza è offerta a tutti e in particolare ai meno privilegiati. Se, infatti, gli altri lebbrosi saranno solo “guariti”, il samaritano riconoscente sarà anche salvato. 

 ©EDIZIONI SAN PAOLO


 

 

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