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3a domenica del TO.B

Introduzione alle letture

Prima lettura

Gn 3,1-5.10(brano)

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Giona è un delizioso racconto esemplare costruito su elementi esotici (pesce, Nìnive, la capitale assira, il nome «Giona» che significa «colomba»). Il profeta incarna il ripiegamento integralista del giudaismo postesilico contro cui reagisce la profezia autentica (cfr. Is 19; 56; Ml 1,10-11). La missione di Giona è incredibile per un giudeo: predicare la conversione per la salvezza anche nel mondo che fino allora era considerato sotto il segno della maledizione (vv. 1-3). All’«annuncio» di Giona la risposta dei «non credenti» è esemplare e si articola in tre momenti: la fede (v. 5a), le opere di conversione (v. 5b), il mutamento radicale che li giustifica davanti a Dio (v. 10). Il Dio della misericordia «non ha piacere della morte del malvagio ma desidera che si converta e viva» (Ez 18,23): è questo il nucleo dell’«evangelo» che Giona deve proclamare anche se renitente.

 

Seconda lettura

1Cor 7,29-31(brano)

Passa la figura di questo mondo.
Paolo proietta la luce della Pasqua sull’intera vicenda umana fatta di gioia e di dolore. Essa deve acquistare agli occhi del credente un valore nuovo; l’unità di misura usata fa saltare certe scale di valori assurdi a cui il mondo ci ha abituato. La decisione radicale per un nuovo sistema di valori (il regno) si impone. È come se il tempo si fosse fatto «breve» (v. 29), cioè ridotto come una vela ammainata secondo il significato originale del testo greco. Lo «schema» di questo mondo è superato e inconsistente.

 

VANGELO

Mc 1,14-20

Mc 1,14-20(brano)

Convertitevi e credete al vangelo.
L’annunzio sintetico che Gesù proclama in apertura al Vangelo di Marco si sviluppa su due versanti, divino e umano. «Il tempo è compiuto» è la prima dichiarazione teologica: la storia della salvezza raggiunge nel Cristo la sua pienezza. «Il regno di Dio è vicino» è il secondo tema. Dio nella storia ha un progetto da attuare (il «regno»). Un piano la cui attuazione è già iniziata con il Cristo, ma da incarnare continuamente nella trama oscura e incerta della nostra storia così da conferirle una «sostanza d’eternità». All’intervento di Dio deve rispondere l’impegno umano. Esso si manifesta innanzitutto nella «conversione»: l’uomo integrale è invitato a determinare nella sua mentalità e nella sua attività un’inversione di rotta, è chiamato a un’esistenza morale. La «fede nel vangelo», cioè l’adesione al Cristo che salva e che libera, è la seconda esigenza radicale che l’annuncio di Gesù proclama per l’uomo, e che si realizza attraverso i discepoli, fatta di «pescatori di uomini» (Mc 1,17).





©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 
 

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