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3a domenica del TO.B

Introduzione alle letture

Prima lettura

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Predicazione a Ninive e conversione dei suoi abitanti
1 Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore:2«Àlzati, va' a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico».3Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. 
Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.4Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta».
5I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. 10Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

|title=Prima lettura - Gn 3,1-5.10}Gn 3,1-5.10(brano){/modal}

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Giona è un delizioso racconto esemplare costruito su elementi esotici (pesce, Nìnive, la capitale assira, il nome «Giona» che significa «colomba»). Il profeta incarna il ripiegamento integralista del giudaismo postesilico contro cui reagisce la profezia autentica (cfr. Is 19; 56; Ml 1,10-11). La missione di Giona è incredibile per un giudeo: predicare la conversione per la salvezza anche nel mondo che fino allora era considerato sotto il segno della maledizione (vv. 1-3). All’«annuncio» di Giona la risposta dei «non credenti» è esemplare e si articola in tre momenti: la fede (v. 5a), le opere di conversione (v. 5b), il mutamento radicale che li giustifica davanti a Dio (v. 10). Il Dio della misericordia «non ha piacere della morte del malvagio ma desidera che si converta e viva» (Ez 18,23): è questo il nucleo dell’«evangelo» che Giona deve proclamare anche se renitente.

 

Seconda lettura

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29Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; 30quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero;31quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

|title=Seconda lettura - 1Cor 7,29-31}1Cor 7,29-31(brano){/modal}

Passa la figura di questo mondo.
Paolo proietta la luce della Pasqua sull’intera vicenda umana fatta di gioia e di dolore. Essa deve acquistare agli occhi del credente un valore nuovo; l’unità di misura usata fa saltare certe scale di valori assurdi a cui il mondo ci ha abituato. La decisione radicale per un nuovo sistema di valori (il regno) si impone. È come se il tempo si fosse fatto «breve» (v. 29), cioè ridotto come una vela ammainata secondo il significato originale del testo greco. Lo «schema» di questo mondo è superato e inconsistente.

 

VANGELO

Mc 1,14-20

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Credete nel Vangelo

14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

GESU' IN GALILEA
I primi quattro discepoli

16Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.17Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 18E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. 20E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
|title=Vangelo - Mc 1,14-20}Mc 1,14-20(brano){/modal}

Convertitevi e credete al vangelo.
L’annunzio sintetico che Gesù proclama in apertura al Vangelo di Marco si sviluppa su due versanti, divino e umano. «Il tempo è compiuto» è la prima dichiarazione teologica: la storia della salvezza raggiunge nel Cristo la sua pienezza. «Il regno di Dio è vicino» è il secondo tema. Dio nella storia ha un progetto da attuare (il «regno»). Un piano la cui attuazione è già iniziata con il Cristo, ma da incarnare continuamente nella trama oscura e incerta della nostra storia così da conferirle una «sostanza d’eternità». All’intervento di Dio deve rispondere l’impegno umano. Esso si manifesta innanzitutto nella «conversione»: l’uomo integrale è invitato a determinare nella sua mentalità e nella sua attività un’inversione di rotta, è chiamato a un’esistenza morale. La «fede nel vangelo», cioè l’adesione al Cristo che salva e che libera, è la seconda esigenza radicale che l’annuncio di Gesù proclama per l’uomo, e che si realizza attraverso i discepoli, fatta di «pescatori di uomini» (Mc 1,17).





©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 
 

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