Newsletter

Iscrivetevi alla newsletter per ricevere sulla vostra email tutti i nuovi articoli inseriti.

Inserisca il suo nome da visualizzare e l'indirizzo email e poi prema Iscrivimi.

Icone-email1

Appuntamenti parrocchiali

No events

 

Eucaristia ammalati

 

 

 

sitica31

5a domenica di Quaresima.B

Introduzione alle letture

Prima lettura

Ger 31,31-34(brano)

Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.
Geremìa propone arditamente il superamento dell’antico patto sinaitico per una nuova alleanza con il Signore. Cristo stesso recupererà questo tema nell’ultima Cena (cfr. Lc 22,19-29), la lettera agli Ebrei citerà integralmente il testo geremiano (cfr. Eb 8,8-12) e Paolo amerà ricordarlo ai Corìnzi (cfr. 2Cor 3,3-6). L’accento è tutto sull’aggettivo «nuovo»: infatti, all’alleanza Dio-uomo di stampo quasi politico-bellico del Sinai si sostituisce un rapporto basato radicalmente sul «cuore», cioè sull’interiorità. Alle tavole di pietra subentrano le tavole di carne del cuore umano trasformato, all’imposizione estrinseca (v. 34) si sostituisce la «conoscenza» interiore fatta di adesione nella volontà, nell’intelligenza, nell’affetto e nell’azione, alla legge si sovrappone la grazia, al peccato succede il perdono, al timore la comunione intima tra persona conoscente e conosciuta.

Seconda lettura

Eb 5,7-9(brano)

Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.
Il dono della nuova alleanza nel Nuovo Testamento è fatto persona in Gesù; egli attraverso la sua morte e glorificazione diventa «causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono». L’espressione appartiene a un brano particolarmente difficile di quella solenne omelia che è la lettera agli Ebrei. Il paragrafo è un vero e proprio trattato cristologico in miniatura. La passione è descritta secondo la categoria del «sacrificio»; è un’offerta totale di se stesso, «un’offerta sofferta» come diceva un esegeta, un’offerta che però è sostenuta da una profonda adesione alla volontà del Padre. Per questa donazione il sacrificio è gradito da Dio che rende il Cristo sacerdote «perfetto», termine che evoca la consacrazione sacerdotale valida e definitiva. Con la sua morte e risurrezione Cristo diventa quindi il perfetto mediatore tra Dio e l’uomo.

VANGELO

Gv 12,20-33

Gv 12,20-33(brano)

Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
Nel quarto Vangelo l’«ora» è per eccellenza la croce e la gloria pasquale. Essa è presentata in questa pagina con espressioni e simboli diversi. Innanzitutto l’immagine del chicco di grano (v. 24): la morte sfocia sulla fecondità meravigliosa della salvezza pasquale. «Perdere-odiare la vita» per «conservarla alla vita eterna» (v. 25) è l’espressione radicale con cui Gesù presenta la donazione della sua vita per seminare già ora nell’umanità il germe della vita divina. La «glorificazione» è il termine più frequente per indicare la Pasqua del Cristo nel Vangelo di Giovanni. Parallela a questa espressione è quella del versetto 32, l’elevazione o esaltazione sulla croce: essa è la forza che attrae l’umanità intera al Cristo (Gv 6,44). L’«ora» di Gesù è la più grande rivelazione di Dio all’uomo. Secondo lo schema processuale tipico di Giovanni, l’«ora» è presentata anche come il giudizio (v. 31) definitivo del male. Finora esso celebra i suoi trionfi, anzi sulla croce sembra raggiungere il suo apice di dominio; in realtà sulla croce Cristo diventa il giudice e il re che trionfa sul male.



 

©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


 
 
 
 
 
 
 
 
 

A chi piace

Chi è online

Abbiamo 42 visitatori e nessun utente online

Social Network

Si possono seguire e commentare le news della Parrocchia anche su : 

facebook 1

twitter 1

Visitando questo sito si accetta l'utilizzo dei cookie anche di terze parti. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa Cookies policy. (direttiva 136/CE del 25/11/ 2009)