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7a di Pasqua.B
Ascensione

Introduzione alle letture

Prima lettura

At 1,1-11(brano)

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
L’ascensione è come una grande epifania gloriosa del Cristo risorto che il solo Luca pone alla fine del suo vangelo e in apertura alla sua seconda opera, gli Atti degli Apostoli. Ereditando un’antica e costante simbolica umana, la Bibbia colloca nell’alto, nel «cielo» ciò che è migliore e ciò che domina la distesa orizzontale del nostro mondo, sotto il quale viene posto il male o la morte («inferi»). L’incontro fra Dio e uomo è quindi concepito come una traiettoria verticale secondo la quale Dio «scende» dal cielo per parlare all’uomo e «ascende», finita la sua opera. La simbolica dell’ascensione non dobbiamo, quindi, legarla agli schemi spaziali, che ne costituiscono l’involucro, dobbiamo coglierla nel suo valore di inserzione nella sfera della divinità, di comunione con l’eterno. È facile allora comprendere che l’ascensione di Cristo è una nuova, grande dichiarazione di fede nella risurrezione di Cristo.

Seconda lettura

Ef 4,1-13(brano)

Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
In un intenso appello indirizzato alle Chiese dell’Asia Minore perché conservino intatta la loro unità, bloccando le discordie e le divisioni dottrinali e celebrando lo splendore dell’unica fede, Paolo cita una frase del salmo 67/68 («Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini»), facendone un’esegesi secondo lo stile rabbinico. Nel verbo «ascendere» l’apostolo vede la prefigurazione dell’ascensione del Cristo, «disceso» in mezzo a noi nell’incarnazione. Nell’espressione «distribuire doni» Paolo intravede l’effusione dello Spirito Santo con tutta la meraviglia dei doni spirituali offerti a ogni credente. Si ha, quindi, una rilettura dei due grandi eventi dell’ascensione e della Pentecoste alla luce della Bibbia e nella prospettiva dell’unità della Chiesa.

VANGELO

Mc 16,15-20

Mc 16,15-20(brano)

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
È questa a finale del Vangelo di Marco, un testo che probabilmente è segno della redazione finale di quello che cronologicamente fu il primo vangelo. Vorremmo solo fissare l’attenzione sull’elemento dell’ascensione presente in questo testo pasquale riassuntivo. A prima vista sembrerebbe di essere in presenza di una contraddizione: nel versetto 19 si dice che Gesù è ormai «in cielo, alla destra di Dio»; nel versetto 20, invece, si afferma che «il Signore agiva insieme con loro». Lo spazio e il tempo, dimensioni riduttive, vengono superati dal Risorto. Certo il pericolo che qualcuno ci inganni dicendoci: «Ecco, il Cristo è qui, o: È là» (Mt 24,23) ci sarà sempre. Una certezza deve allora permanere: la sua continua presenza nella Chiesa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).



 

©testi da Messale Festivo-EDIZIONI SAN PAOLO


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